BIRDS OF PREY

CLIENTE: Warner Bros. Italia

Il contesto

Harley Quinn è tornata. Più folle che mai.
Cerca emancipazione, cerca riscatto e lo fa a suo modo, trovando forza nell’affermazione della sua identità ma anche nella complicità con una squadra di donne tutte diverse tra loro ma unite dal desiderio di rinascita, dalla sisterhood.

Il film

Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn), diretto da Cathy Yan e distribuito da Warner Bros., è un film corale, un’elegia del disordine costituito in cui a dominare la scena è  Margot Robbie, consacrata come una folle e inarrivabile icona cool del cinema mainstream.
Sfumano le differenze tra bene e male: Harley non è una cosa soltanto ma mille cose insieme. Può essere dolce e crudele, debole e volitiva, può colorare le strade di Gotham con uno stile e un’attitude che è sua soltanto.

L'idea creativa

Un film non lineare merita un lancio non lineare.

Lavorare su Birds of Prey è stata una sfida complessa e divertente, alla ricerca di un punto di vista inedito, di un’angolazione inaspettata. Un lavoro creativo volto a cogliere e valorizzare la natura multiforme della protagonista.

Nel film, la voce di Harley guida la narrazione. Ci si immerge nella sua visione del mondo: dinamica, non lineare, colorata di tinte pop, quasi acide. Una visione e un’estetica che abbiamo pensato di restituire realizzando una scultura anamorfica.

L'installazione

Per effetto di un’illusione ottica, Harley Quinn è riconoscibile nella sua interezza e tridimensionalità solo guardandola da un’unica posizione. Allo stesso modo, il racconto appare lineare solo da un unico punto di vista, quello della protagonista.

Ipnotica e non-convenzionale, l’installazione – progettata con il coinvolgimento di artisti di fama internazionale – ha toccato tre città italiane: Firenze, Milano e Melzo, contagiandole con la straordinaria energia di Harley Quinn.

L’installazione, dalla forma di un diamante dalle tonalità pop, ricalca un elemento iconico del personaggio, ponendosi al centro di una dimensione sfaccettata, in cui la realtà appare filtrata dal punto di vista unico e non convenzionale della protagonista.

Perchè, in fondo, “normale è un programma della lavatrice” (Harley Quinn)